Metabolismo Basale

Gran parte dell’energia che ogni giorno introduciamo con gli alimenti (65-70%) serve a compiere le funzioni essenziali per la sopravvivenza: far battere il cuore respirare, digerire, far fungonare il sistema endocrino e nervoso.

È il metabolismo basale (MB) che può essere misurato sperimentalmente, sdraiati, a riposo, meglio al mattino dopo il risveglio, a temperatura costante e in condizione di assoluta tranquillità. Il valore del MB può essere estrapolato tenendo conto dell’età, del sesso e del peso corporeo ed è di poco superiore all’energia spesa quando si dorme.

Per misure accurate del MB bisogna ricorrere alla calorimetria, diretta o indiretta.

La prima consiste nel porre l’individuo da studiare in un’apposita camera mantenuta a temperatura costante: grazie a sofisticate apparecchiature si misura l’energia introdotta con gli alimenti dall’individuo in esame e l’energia necessaria a mantenere in equilibrio il sistema.

Questa metodica é molto complessa e dispendiose, per cui sl ricorre alla calorimetria indiretta che si basa sul Quoziente Respiratorio: quando viene bruciato un nutriente si forma una certa quantità di anidride carbonica e viene consumato ossigeno. L’energia prodotta dalla combustione dei nutrienti si calcola facendo il rapporto tra ossigeno consumato e anidride carbonica prodotta e per le proteine, considerando anche l’azoto perso con le urine.

Fegato, cervello, cuore e reni pur rappresentando solo il 6% circa del peso corporeo sono responsabili del 60-70% del metabolismo basale mentre la massa muscolare (circa il 40% del peso corporeo) incide per il 18-20%. Il MB legato soprattutto alla masse magra, maggiore nel sesso maschile e in declino con l’aumentare dell’età: essa consuma da otto a dieci volte più della massa grassa cioé del tessuto adiposo. Alla nascita il valore del grasso corporeo é del 14%, a sei anni del 18%. Già nell’Infanzia nel genti sesso é maggiore la percentuale di grasso e la differenza diventa sempre più marcata con il passare degli anni.

In particolare durante la pubertà contemporaneamente al rapido aumeto di altezza si ha nei maschi il massimo aumento di massa magra che, con un processo che continua nell’adolescenza fino a 20-25 anni, raddoppia rispetto all’infanzia.

Nelle ragazze invece l’incremento puberale della massa magra termina a 18 anni, in parallelo all’aumento di statua, con un valore finale di una volta e mazzo rispetto all’infanzia. Così in un uomo adulto di 70 kg, la massa magre è di circa 60 kg, in una donna adulta di 63 kg é invece di 43 kg. Invecchiando sl perde massa magra: il processo inizia intorno a 40 anni e a 85 la massa magra si è ridotta di tre quarti.

Sono principalmente i muscoli a perdere tessuto, ce ne accorgiamo osservando le persone anziane che, soprattutto se conducono una vita sedentaria, vanno facilmente incontro ad atrofia muscolare. A volte con l’invecchiamento si tende a ingrassare: ciò che si perde in muscoli e ossa si riacquista come tessuto adiposo.

Riepilogando le principali variazioni del MB sono legate:

  • all’età (con un massimo tre 3 e 6 anni)
  • al peso corporeo o meglio alla superficie corporea
  • al sesso.

 

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